Torna a Chiese Cattoliche

Chiese Cattoliche Orientali

Chiesa Italo-Albanese e Chiesa Italo-Greca

#Introduzione

#Link

#Primate

#Cronologia

#Atlante

 

Introduzione

La diocesi di Lungro ha  27 parrocchie(in 20 comuni della provincia di Cosenza più una parrocchia a Cosenza, 2 in provincia di Potenza, 1 a Lecce, 1 a Villa Badessa di Rosciano in provincia di Pescara) e 15 quella  di Piana degli Albanesi (in 5 Comuni della Provincia di Palermo -Piana,Contessa Entellina,Palazzo Adriano,Mezzojuso,S.Cristina Gela-più una a Palermo-). Alcune parrocchie sono  di rito latino in considerazione che popolazione latina è mescolata con quella di rito greco. Gli Italo- Albanesi in Italia Meridionale sono circa 250 000 ma solamente 150 000 conservano la lingua albanese e solamente 61 000 il rito Bizantino (alcuni di questi conservano rito e tradizioni ma non la lingua). La lingua albanese è conservata in 41 comuni di sette regioni (1 Comune in Campania, 1  in Abruzzo, 3 in Puglia, 4 in Molise, 5 in Basilicata, 3 in Sicilia , 33 in Calabria). Italo-Albanesi vivono ,senza aver conservato la lingua albanese, in altre 30 comunità nelle stesse regioni. Comunità Italo-Albanesi d'emigrazione si sono inoltre formate a Milano, Torino, Roma, Napoli, Bari, Cosenza, Crotone e Palermo nonchè in Svizzera, Germania, U.S.A., Canada, Argentina e Brasile.

I legami dell'Abbazia Greca di S.Maria di Grottaferrata con la Chiesa Italo-Albanese  sono secondari alla vicinanza geografica (che fa sì che la gran parte dei suoi monaci provengano dalle comunità Italo-Albanesi) e culturale. L'Abbazia rappresenta storicamente però l'ultimo esempio della tradizione "Italiota". Essa nasce infatti per opera dei monaci basiliani dell'epoca bizantina dell'Italia Meridionale allontanatisi dalla Calabria in seguito alla invasioni arabe. Essa è nata come giurisdizione del Patriarcato Romano, prima dello scisma del 1054 cui non ha mai aderito. Se si eccettua il caso (non da tutti ritenuto storicamente certo) dei Maroniti ,essa rappresenta quindi l'unica giurisdizione di rito orientale che è sempre stata in comunione con il Papa che la definì una "perla orientale incastonata nella tiara pontificia" (Paolo VI).

Link

I link sottoriportati  si riferiscono a siti dove si possono trovare notizie  relative all'argomento trattato. Alcuni di essi  sono espressione della Chiesa Italo-Albanese e di quella Italo-Greca, ma altri sono del tutto estranei  ad Essa.

Abbazia di Grottaferrata

Eparchia  di Lungro

Eparchia di Piana degli Albanesi

Our Lady of Grace Mission

Lungro

Arbitalia

Primate

Trattandosi di una Chiesa con tre giurisdizioni sui iuris ,la Chiesa non ha un Primate. Attualmente l'Eparca di Piana degli Albanesi è S.E. Sotir Ferrara che è succeduto a Mons. Ercole Lupinacci ,adesso Eparca di Lungro. Protoarchimandrita Abate Ordinario di Grottaferrata è P. Emiliano Fabbricatore.

 Mons. Lupinacci è nato nel 1933, ordinato sacerdote nel 1959, è stato consacrato Vescovo nel 1981 ed è diventato vescovo di Lungro nel 1987.

 Mons. Ferrara è nato nel 1937, ordinato sacerdote nel 1960, è stato consacrato Vescovo di Piana degli Albanesi nel 1988.

In Our Lady of Grace Mission cliccando su Italy's Bizanthine Catholic si accede a una foto in cui , da destra a sinistra , vi sono Mons. Ferrara e Mons. Lupinacci.

 Il Rev.mo P. Emiliano è nato nel 1938, ordinato sacerdote nel 1967, Abate Ordinario dal 2000. Foto nel sito dell'Abbazia di Grottaferrata  (cliccare su galleria foto).

Cronotassi : vedi in cronologia

Cronologia e cronotassi di:Vescovi nominati da Ocrida, Abati (Nullius dal 1937) di Grottaferrata , Vescovi di Lungro (e ordinanti di Calabria  fino al 1919) , Vescovi di Piana (e ordinanti di Sicilia fino al 1937)

325 Concilio di Nicea. L'Italia meridionale viene inclusa nel Patriarcato Romano ma la popolazione è largamente "Italiota",di lingua greca. Nell'area coesisteranno tradizioni liturgiche greche e latine.

732  L’ Imperatore Bizantino Leone III pone l'Italia Meridionale e l'Illirico sotto la   giurisdizione  del Patriarcato di Costantinopoli. Nel secolo successivo la Sicilia viene conquistata dagli Arabi e l'Italia meridionale ne è continuamente infestata. Poche diocesi riescono a sopravvivere.

940 Nilo di rossano inizia il suo monacato. In seguito alle scorrerie saracene inizia nel

978 il suo peregrinare nei principati longobardi e nel ducato di Gaeta (Capua, Valleluce, Serperi) si porterà nella regione di Tuscolo dove muore nel 1004. Dei suoi più cari discepoli ( i Beati Giorgio, Stefano e Proclo muoiono prima) è in vita solo Bartolomeo.

Paolo (1004-?)

1004 S.Nilo e S.Bartolomeo di Rossano  fondano l’Abbazia di S. Maria di Grottaferrata, poco lontana da Roma, in un terreno donatogli da Gregorio ,Conte di Tuscolo. Per quando San Nilo  viene solitamente visto come il primo Abate di Grottaferrata egli in realtà umilmente evitò tale titolo che venne assunto dallo ieromonaco Paolo .

1024 Papa Giovanni XIX consacra il santuario di Grottaferrata.

Bartolomeo (?-1065) 4° Abate di Grottaferrata

1045 San Bartolomeo induce Papa Benedetto IX a lasciare il pontificato e a ritirarsi come monaco a Grottaferrata dove ,riferisce l'Abate Luca(?-1085) muore penitente.

11° sec.: Conquista normanna dell'Italia meridionale che  ritorna al Patriarcato Latino. I vescovi greci vengono sostituiti da Latini dando inizio a un graduale ma quasi totale assorbimento nella Chiesa Latina. Vescovi Bizantini però coesisteranno con i vescovi Latini in molte sedi dell’Italia Meridionale  talora fino al 15° sec. ma la loro obbedienza gradualmente si sposta da Costantinopoli a Roma.
11.. Callisto II dichiara l'Abbazia di Grottaferrata soggetta soltanto alla Chiesa Romana, ed esente perciò dalla giurisdizione del Vescovo del luogo.

1135 l'Abate Nicola II (1131-40?) rinnova la cappella dove si trovano le spoglie (perse intorno al 1309 dei S.S.Nilo e Bartolomeo.

1150  Eugenio III, in una lettera diretta all'abate Nicola III (1140-53), ribadisce  l'indipendenza della badia dai Vescovi di Tuscolo. Alessandro IV, in due Bolle del 1259, conferma l'indipendenza.

1191 I monaci di Grottaferrata ,che si erano rifugiati a Subiaco nel 1163, dopo la distruzione di Tusculum possono finalmente tornare nel loro monastero.

1230 L'egumeno Nicola III riporta nell'Abbazia l'icona della Teothokos ,che era andata persa in precedenza.

1272 L'Abate Ilario III restaura l'Abbazia.

1274 Concilio di  Lione , riunificazione  di breve durata, della Chiesa ortodossa e latina.

1300 L'egumeno di Grottaferrata Biagio II fa trascrivere il Typicon. Dopo i pesanti processi di latinizzazione che l'Abbazia subirà , esso tornerà (ma formalmente non verrà mai abolito) a costituire la regola monastica dopo il pieno ripristino del rito bizantino alla fine del secolo XIX.

1399 - 1409 Prima immigrazione albanese in Italia meridionale. Lascia scarse tracce di sè. Le immigrazioni che seguiranno interesseranno sia gli Albanesi del Nord (già latini che rapidamente si integrano nella popolazione locale) che del Sud (bizantini).

1428 Papa Martino V erige l'Abbazia di Grottaferrata  in commenda dandola  in concessione a un suo parente: Oddone de Variis.

1432 Papa Eugenio IV abolisce la commenda e nomina abate Pietro Vitali che resterà in carica trenta anni.  

1439 Al Concilio di Firenze si raggiunge l'Unione delle Chiese peraltro destinata nei fatti  a venir meno in pochi anni. L'Unione continuerà invece  a sussistere tra le popolazioni albanesi che di lì a poco emigreranno in Italia Meridionale,regione sotto più facile controllo del Papa,per quanto per qualche tempo vescovi greci di tanto in tanto si troveranno in Italia e vi ordineranno sacerdoti. Gli albanesi in Italia come in Albania difatti dipendono dall'Arcivescovo di Ocrida che nominerà ,in accordo con il Papa ,degli arcivescovi per gli Italo-albanesi.

1448 o 1453. Circa 4200 Albanesi si installano  in zone impervie dell'entroterra palermitano (la metà di questi a Palazzo Adriano,gli altri si porteranno a Mezzojuso e a Contessa Entellina).Erano guidati da Demetrio Reres al servizio del Re Alfonso I° come  Governatore di Calabria (dove installa i suoi uomini in otto Comuni dell’attuale provincia di Catanzaro).

1460 terza immigrazione a seguito della  caduta dell'Albania e poi della morte di Giorgio Kastriota Skandeberg (1468). Fondazione di Piana degli Albanesi. Il figlio dello Skandeberg, Giovanni  con la sorella Erina e altri connazionali, fonderà diverse colonie in Puglia, Lucania e Calabria.

1462 Pio II, interrompendo la serie degli abati perpetui, conferisce  l'Abbazia di Grottaferrata in commenda al Cardinale Giovanni Bessarione (già Arcivescovo greco di Nicea) che  si occupa del recupero di molte proprietà e del riordinamento dell’amministrazione. Alla sua morte

1472 segue il Cardinale Giuliano della Rovere al quale si deve la fortificazione dell'Abbazia.

1470 - 1478 quarta migrazione a seguito della caduta di Krujia nel 1478 sotto il dominio turco. Matrimonio tra Irene Castriota (nipote di Skanderberg )e il principe Pietro Antonio Sanseverino di Bisignano in Calabria .

1482 Gli Albanesi di Palazzo Adriano,con a capo Giorgio Mirispì, primi tra tutti ottengono dai Villaraut -che detengono la zona per conto dell'Abbazia di Fossanova - una sorta di statuto-contratto per l'epoca all'avanguardia noto come i Capitoli .

1494 A Giuliano della Rovere segue come Commendatario di Grottaferrata il Cardinale Fabrizio Colonna. Dopo il ritorno di Giuliano della Rovere ritornerà di nuovo

1503 ai Colonna in seguito all'elezione al pontificato di Giuliano della Rovere (Giulio II) . Al Cardinale  Giovanni Colonna  seguirà il Cardinale Pompeo (dal 1517) e poi  Fabio Colonna .

15°sec.°: Dopo il breve revival ottenuto grazie all'opera del Cardinale Bessarione (che si lamentò della scarsa  conoscenza della tradizione Basiliana fra i ieromonaci ) l'Archimandritato del SS. Salvatore di Messina (ultima traccia della tradizione Italiota di rito Bizantino in Sicilia) viene meno.

1513 dopo quello di Gerace (estinto nel 1497 )anche  l'ultimo vescovo bizantino,quello di Gallipoli , viene meno.

1521 Tentativi maldestri di latinizzazione sono già in atto ma Leone X con  l'“Accepimus nuper”, accogliendo i lamenti degli Italo-Albanesi,  conferma l’uso pacifico dei loro riti e delle loro tradizioni.

1525 Clemente VII richiama gli Italo-Albanesi alla loro sottomissione ai vescovi latini, alla quale intendevano sottrarsi in base ai privilegi loro accordati da Leone X.

1534 Paolo III conferma i privilegi di Leone X  confermando  "la libertà di mantenere le loro consuetudini circa […] la forma del battesimo, il matrimonio dei preti e l’uso di portare la barba". Quinta migrazione albanese a seguito della conquista turca della fortezza di Corone, città  in parte greca e in parte albanese della Morea. Migrazioni minori si avranno anche in seguito (1664,1774).

1543 Muore Giacomo ( che ha il titolo di  Metropolita di Corfù) primo Arcivescovo per gli Albanesi in Italia (nominato dall'Arcivescovo di Ocrida) che ordina preti ( con il pieno appoggio della S. Sede).

Pafnunzio ,Metropolita di  Agrigento, (1553-1566)

1553 Anche se l'Unione del Concilio di Firenze è ormai da tempo fallita l'Arcivescovo  di Ocrida continua a ordinare metropoliti per gli Albanesi in Italia (con il titolo di Agrigento).E' da considerare un frequente legame tra Roma e  Ocrida i cui Arcivescovi non raramente si professeranno cattolici (Atanasio ancora nel 1660) .

1564 dietro i reclami degli Ordinari latini, Papa Pio IV, con il breve "Romanus pontifex"  toglie agli italo-albanesi l’esenzione e li sottopone alla giurisdizione degli Ordinari latini.Tuttavia Ordinari nominati dall'Arcivescovo di Ocrida continuano a essere presenti.

Timoteo, Metropolita di  Agrigento (1566?-?)

Acacio Casnesio,Metropolita di  Agrigento(?-?)

1573  Il Patriarca di Costantinopoli nomina  per i fedeli ancora Ortodossi in Italia un Metropolita (con il titolo di Filadelfia )con  sede episcopale a Venezia. La presenza dell'Arcivescovo-Metropolita in Italia durerà fino al 1790.Viene istituita in Calabria la Congregazione dei Greci (italo-albanesi e italo-greci) con la quale si comincia ad affrontare in termini meno latinizzanti  il  problema della minoranza cattolica bizantina in Italia.

1579 Con la costituzione dell'Ordine Basiliano la S.Sede dà una struttura unitaria ai diversi monasteri basiliani sopravvissuti ( anche se ormai spesso con caratteri latinizzati)  alla conquista normanna.

1595 il Papa provvede  a nominare un vescovo ordinario per gli gli Italo-Albanesi ,primo vescovo cattolico di rito orientale sotto la diretta autorità del Papa (e non dell'Arcivescovo Greco di Ocrida).Si tratta di Germano Kouskonaris ,cipriota , che era  fuggito da Famagosta e aveva abiurato l’ortodossia,con sede nel Collegio Greco di Roma. Altri vescovi ordinanti (mi è noto solo  Filoteto Zassi) avranno ugualmente sede in questo collegio.
1608 I monaci di Grottaferrata entrano a far parte della Congregazione dei Basiliani d'Italia. Pur continuando a sussistere il sistema della commenda i redditi dei Cardinali Commendatari vengono separati da quelli dell'Abbazia .

1610 Il cardinale Odoardo Farnese fa affrescare la cappella dei S.S. Nilo e Bartolomeo dal Domenichino e dal Carracci.

1623 Inizia la Commenda dei Barberini a Grottaferrata. Al Cardinale  Francesco (1623-79) si deve l'altare berniniano.Seguiranno il Cardinale  Carlo (morto nel 1704) e Francesco (morto nel 1738).

1663 Un seminario Italo-albanese viene   fondato a Fermo , in Calabria.

1644 L'Arcivescovo di Ocrida si trova in Italia meridionale ed ordina ancora alcuni sacerdoti.

1660 Atanasio è l'ultimo Arcivescovo di Ocrida a professarsi cattolico.

17° sec. Con gli ultimi preti greci ancora presenti a Rossano si estingue il clero greco italiota dell'Italia meridionale.

1715 Un seminario Italo-albanese viene   fondato a Palermo.

1732 Un seminario Italo-albanese viene   fondato in Calabria a S. Benedetto Ullano, trasferito nel 1794 a  S. Demetrio Corone, il cui presidente ha funzioni di vescovo ordinante (il primo di essi è Gabriele, Arcivescovo titolare di Mitilene). La creazione di questi seminari è fonte di un notevole risveglio e porta gli  Italo-albanesi a prendere coscienza della propria particolarità etnica , culturale, religiosa dopo le dimenticanze provocate dai tentativi di latinizzazione e di assimilazione (ampiamente riusciti in provincia di Catanzaro).

1738 Il Cardinale Giannantonio Guadagni succede come Commendatario dell'Abbazia di Grottaferrata ai Barberini. Sotto il suo governo il Papa Benedetto XIV emana la costituzione "inter multa", ponendo così fine alle controversie tra la badia ed il Vescovo di Frascati.

1742 Papa Benedetto XIV pubblica una bolla ("Etsi pastoralis") che precisa i rapporti degli Italo-albanesi in relazione ai Latini.

Giorgio Stassi (1785-1801) Vescovo Ordinante in Sicilia

1784 Con la bolla "Commissa nobis" anche gli Italo-Albanesi  della Sicilia ottengono   un episcopus ordinans .

Giuseppe Guzzetta (1801-1813)
Francesco Chiarchiaro (1813-1834)
Giuseppe Crispi  (1835-1859)

Agostino Franco (1860-1877)      Nicola Contiveri (1869-76)

1870 Durante il priorato di Nicola Contiveri (accanto ai Cardinali Commendatari sono presenti -da quando?- degli Abati nella direzione dell'Abbazia di Grottaferrata) la Congregazione dei Basiliani d'Italia (i pochissimi -verosimilmente Nicola Contiveri , parroco della Chiesa, è ormai l’unico – e del tutto latinizzati) viene sciolta e lo Stato italiano incamera l'abbazia e le sue pertinenze tra cui la ricchissima Biblioteca che restano però  in custodia ai residui monaci.

Giuseppe Masi (1878-1903)          Antonio Rocchi (1876-?)  Giuseppe Cozza-Luzi (?-1882)

1881 Leone XIII ,vicino all'Abbazia (l'Abate Cozza-Luzi era vicebibliotecario della Biblioteca Vaticana e grande esperto di restauro libri), si rivolge alle colonie italo-albanesi  per portare vocazioni all’Abbazia in collasso, pone termine al grave processo di latinizzazione e impone il rito bizantino originario.

1888 gli italo-albanesi inviano al Papa una supplica per reclamare l’autonomia ecclesiastica.

Giuseppe Masi (1878-1903)          Antonio Rocchi (1876-?)  Giuseppe Cozza-Luzi (?-1882)

1881 Leone XIII ,vicino all'Abbazia (l'Abate Cozza-Luzi era vicebibliotecario della Biblioteca Vaticana e grande esperto di restauro libri), pone termine al grave processo di latinizzazione che il sistema della Commenda aveva portato a Grottaferrata e impone il rito bizantino originario.

1888 gli italo-albanesi inviano al Papa una supplica per reclamare l’autonomia ecclesiastica.

Paolo Schirò (1904-19 ?)       Arsenio Pellegrini (1882-1920)

1883 prime vocazioni (8 ragazzi ) siculo-albanesi  (precedentemente ,forse a causa della grave latinizzazione dell’Abbazia , la Chiesa Italo-Albanese non aveva avuto contatti di sorta con essa) che permettono di creare il Probandato (seminario)  per l’Abbazia.

1901 Viene finalmente meno il sistema della Commenda. Il primo Abate di Grottaferrata totalmente non dipendente da Cardinali Commendatari è  Arsenio Pellegrini.

Giovanni Mele (1919-1979), Vescovo di Lungro      Romano Cafasso (1920-30)

1919 Viene creata l'Eparchia di Lungro in Calabria per  le popolazioni dell’Italia peninsulare di rito greco-bizantino,interessa particolarmente la  Calabria.

1921 Nasce a Mezzojuso la Congregazione femminile delle Suore Basiliane, creata dal basiliano di Grottaferrata Nilo Borgia e da Madre Macrina Raparelli.

Giuseppe Perniciaro (1937-85), Vescovo di Piana degli Albanesi

P. Isidoro Croce (1930-60)  Abate Nullius di S. Maria di Grottaferrata.

1931 Nasce all'interno dell'Abbazia il Laboratorio di restauro del libro antico.

1937 Viene creata l'Eparchia di Piana degli Albanesi per i pochi Comuni della Sicilia (Piana degli Albanesi,Palazzo Adriano,Contessa Entellina,Mezzojuso,S.Cristina Gela.) in cui è ancora praticato il rito bizantino.L'autonomia dell'Eparchia è ancora parziale e il suo Vescovo è ausiliare dell'Arcivescovo di Palermo che porta anche il titolo di Amministratore Apostolico di Piana. L'Abbazia di S.Maria di Grottaferrata diventa Abbazia Nullius.

1940 A Grottaferrata si tiene il 1° Sinodo intereparchiale. Anticipando di 25 anni lo spirito ecumenico del Concilio Vaticano II viene invitata a parteciparvi una delegazione della Chiesa Ortodossa d'Albania.

1944 La popolazione di Grottaferrata trova rifugio, in seguito ai bombardamenti della guerra, nell'Abbazia.

Teodoro Minisci (1960-72)

1960 Le parrocchie latine dei Comuni dell'Eparchia di Piana vengono a dipendere anch'essi dal Vescovo di Piana. Tanto prima che dopo tale data talora sono registrabili anacronistici contrasti tra i due riti . Visita di Papa Giovanni all'Abbazia di Grottaferrata.

1963 Papa Paolo VI visita l'Abbazia di Grottaferrata.

1967 L'Eparchia di Piana degli Albanesi ottiene la completa autonomia.

1973 Visita ufficiale di una delegazione della Chiesa Ortodossa di Grecia a Piana degli Albanesi.

Paolo Giannini (1972-92)

Giovanni Stamati 1979-87

1987 La prima cerimonia  dell'anno mariano cui assiste Giovanni Paolo II consiste nel vespro della Natività di Maria davanti all'icona della Theotokos a Grottaferrata.

Ercole Lupinacci 1985-87 Vescovo di Piana ,poi (1987-) di Lungro     Sotir Ferrara (1987-)

Marco Petta  (1994-2000)                Emiliano Fabbricatore(2000-)

2000 Iniziano i preparativi per i festeggiamenti del millenario dell'Abbazia di Grottaferrata  durante il quale il Papa ha concesso di potersi tenere il secondo Sinodo intereparchiale della Chiesa Cattolica Italo-Albanese.

2004 L'Abbazia di Grottaferrata compie mille anni.

DISCLAIMER

Si declina ogni responsabilità per eventuali errori o imprecisioni,che si prega di Segnalare.

Giurisdizioni Legenda Chiese Cattoliche Chiese Ortodosse Chiese Non Calcedonesi Chiese Anglicane Chiese Protestanti Altre Chiese

Ultimo aggiornamento:Settembre 2002,Agosto 2004,marzo 2006, aprile 2007, gennaio 2008