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Chiese Cattoliche Orientali

Chiesa Italo-Albanese e Chiesa Italo-Greca

#Introduzione

#Link

#Primate

#Cronologia

#Atlante

 

Introduzione

Gli Italo- Albanesi in Italia Meridionale sono circa 250 000 ma solamente 150 000 conservano la lingua albanese (in 41 comuni:1 Comune in Campania, 1  in Abruzzo, 3 in Puglia, 4 in Molise, 5 in Basilicata, 2 in Sicilia , 33 in Calabria) e solamente 61 000 il rito Bizantino (alcuni di questi non parlano più l’albanese) . Altre 30 comunità nelle stesse regioni hanno perso sia la lingua che il rito.

La Chiesa italo-albanese è costituita da due eparchie sui iuris : la diocesi di Lungro ha  29 parrocchie (25 comuni in  provincia di Cosenza , 2 in provincia di Potenza, 1 a Lecce, 1 a Villa Badessa di Rosciano in provincia di Pescara) alcune delle quali "ad personam" . La diocesi di Piana degli Albanesi (che ha meglio conservato ,rispetto a quella di Lungro, il rito originario neo-sabaitico , importato  all’epoca dell’emigrazione in Italia e originario del monastero di  S.Saba in Palestina ) ha 15 parrocchie  (alcune di rito latino in quanto popolazione latina è mescolata con quella di rito greco) in 5 Comuni della Provincia di Palermo (Piana,Contessa Entellina, Palazzo Adriano, Mezzojuso, S.Cristina Gela) più una ad personam a Palermo.

I legami dell'Abbazia Greca di S.Maria di Grottaferrata con la Chiesa Italo-Albanese  sono secondari alla vicinanza geografica (che fa sì che la gran parte dei suoi monaci provengano dalle comunità Italo-Albanesi) e culturale. L'Abbazia rappresenta storicamente però l'ultimo esempio della tradizione "Italiota". Essa nasce infatti per opera dei monaci basiliani dell'epoca bizantina dell'Italia Meridionale allontanatisi dalla Calabria in seguito alla invasioni arabe e la sua Liturgia segue il Typikòn del suo cofondatore S. Bartolomeo. Essa è nata come giurisdizione del Patriarcato Romano, prima dello scisma del 1054 cui non ha mai aderito. Se si eccettua il caso (non da tutti ritenuto storicamente certo) dei Maroniti ,essa rappresenta quindi l'unica giurisdizione di rito orientale che è sempre stata in comunione con il Papa che la definì una "perla orientale incastonata nella tiara pontificia" (Paolo VI).

Comunità Italo-Albanesi d'emigrazione si sono inoltre formate a Milano, Torino, Roma, Napoli, Bari, Cosenza, Crotone e Palermo nonchè in Svizzera, Germania, U.S.A., Canada, Argentina e Brasile. Esse dipendono dalle rispettive diocesi latine; in qualche caso viene celebrata per esse la Liturgia bizantina in maniera programmata e cioè per quanto a mia conoscenza: a Rossano Calabro (dal 2006), Barile (dal 2007; diocesi di Melfi), Milano (Chiesa dei S.S. Maurizio e Sigismondo), Pavia (Chiesa di S.Giorgio Megalomartire), Roma (Chiesa di S.Atanasio dei Greci e Chiesa di S.Basilio); in USA dipende dalla diocesi rutena  di Van Nuys la parrocchia di Our Lady of Wisdom  a Las Vegas mentre a New York si è costituita una  Società di Italo-Bizantini ( Mission of Our Lady of Grace, a Staten Island) per la quale la Liturgia viene celebrata nella Holy Spirit Chapel Graymoor Monastery (Francescani dell'Athonement) a Garrison, New York. (Verisimilmente le ultime due frequentate anche da fedeli di discendenza italo-greca in considerazione del fatto che l'emigrazione italiana in America a cavallo del Novecento interessò anche le residue comunità italo-greche del Sud Italia ).Va inoltre segnalata la presenza a Messina della quasi-parrocchia di rito bizantino  di  S.Maria del Graffeo ultima realtà dell'antico Archimandritato del  S.S. Salvatore (sede titolare unita all’Arcidiocesi di Messina-Lipari-S.Lucia del Mela).

Link

I link sottoriportati  si riferiscono a siti dove si possono trovare notizie  relative all'argomento trattato. Alcuni di essi  sono espressione della Chiesa Italo-Albanese e di quella Italo-Greca, ma altri sono del tutto estranei  ad Essa.

Abbazia di Grottaferrata

Eparchia  di Lungro

Eparchia di Piana degli Albanesi

Our Lady of Grace Mission

Lungro

Arbitalia

Primate

Trattandosi di una Chiesa con tre giurisdizioni sui iuris ,la Chiesa non ha un Primate.

L’Eparca di Lungro è , dal 2012, S.E. Donato Oliviero (nato nel 1956, ordinato sacerdote nel 1982, Vescovo nel 2012) . Foto nel sito della Eparchia  di Lungro.

L'Eparca di Piana degli Albanesi è ,dal 2015, S.E. Giorgio Demetrio Gallaro (nato nel 1948 a Pozzallo -diocesi di Noto-, sacerdote -del clero della diocesi di Newton dei Melkiti- dal 1972 , è stato consacrato vescovo nel 2015.

Attualmente la Sede di Grottaferrata è vacante . Amministratore  Apostolico ad nutum Sanctae Sedis è Mons. Marcello Semeraro , vescovo di Albano. Egumeno è P. Michael van Parys (un benedettino).

Cronotassi : vedi in cronologia

Cronologia e cronotassi di:Vescovi nominati da Ocrida, Vescovi ordinanti per gli Italo-Albanesi in Italia, di  Calabria  fino al 1919, Vescovi di Lungro ,Vescovi di Piana (e ordinanti di Sicilia fino al 1937), Abati (Nullius dal 1937) di Grottaferrata .

Marciano  (Vescovo di Siracusa 40?-68?)

40 Secondo una tradizione tarda secondo la quale S. Pietro avrebbe inviato Marciano ad evangelizzare Siracusa, questa sarebbe -dopo Antiochia- la più antica sede cristiana organizzata della cristianità .

Cresto (?-314)

Cresto è il primo vescovo storicamente accertato della città avendo partecipato al concilio di Arles.

Germano (?)

325 Concilio di Nicea. L'Italia meridionale viene inclusa nel Patriarcato Romano ma la popolazione è largamente "Italiota", di lingua greca. D’altronde , anche nella stessa Roma, è solo grosso modo in questo periodo che il latino soppianta nell’uso liturgico la lingua greca. Dovunque continueranno a coesitere in Italia , e soprattutto al sud, anche  tradizioni liturgiche greche.

Ceperione (?)

Siracusio (?)

Eulalio (?)

501 Eulalio partecipa al concilio romano dove è il quarto vescovo a firmare (dopo Roma, Milano, Ravenna) .Verosimilmente quindi in quest'epoca Siracusa è già sede metropolitana.

Stefano (?-533)

535 Belisario conquista Siracusa e gradualmente l’Italia meridionale. I rapporti con Costantinopoli si fanno sempre più intensi.

? (555 - 560)

Massimiano  (591 - 594)

591 Papa Gregorio Magno crea Massimiano  suo vicario per tutta la Sicilia.

Giovanni (595 - 603)

Pietro  (625 - 638)

Isacco  (640 - 642)

Zosimo  (648 - 661)

663 l’Imperatore bizantino Costante II elegge Siracusa sua capitale. La tradizione (parlare di rito è piuttosto anacronistico) bizantina prende il sopravvento.

Elia  (668)

Giorgio  (668 - 669)

Teodosio  (680)

Teodosio (II?) (?)

732  L’ Imperatore Bizantino Leone III pone l'Italia Meridionale e l'Illirico sotto la   giurisdizione  del Patriarcato di Costantinopoli provocandone una forte bizantinizzazione specie in Sicilia. Il Vescovo di Siracusa (che aveva il quarto posto in onore in Italia dopo Roma, Milano, Ravenna) diviene formalmente Metropolita di Sicilia.

768 Diventa Papa il siracusano Stefano III.

Stefano (787)

Teodoro il Critino (833)

843 Diventa Arcivescovo di Costantinopoli il siracusano Metodio I.

Gregorio Asbesta (847 - 865)

857 l’Arcivescovo di Siracusa Giovanni Asbesta è il principale consacratore del Patriarca di Costantinopoli Fozio.

860 Roma rivendica la nomina dell’Arcivescovo di Siracusa.

Teodoro (865 - 878)

878 conquista islamica di Siracusa. La gran parte della Sicilia è ormai in mano agli  Arabi e l'Italia meridionale ne è continuamente infestata. Poche diocesi riescono a sopravvivere.

940 Nilo di Rossano inizia il suo monacato. In seguito alle scorrerie saracene inizia nel

978 il suo peregrinare nei principati longobardi e nel ducato di Gaeta (Capua, Valleluce, Serperi) fino a portarsi  nella regione di Tuscolo dove muore nel 1004. Dei suoi più cari discepoli ( i Beati Giorgio, Stefano e Proclo muoiono prima) è in vita solo Bartolomeo.

Paolo (Abate di Grottaferrata 1004-~ 1037?)

1004 S.Nilo e S.Bartolomeo di Rossano  fondano l’Abbazia di S. Maria di Grottaferrata, poco lontana da Roma, in un terreno donatogli da Gregorio ,Conte di Tuscolo. Per quanto San Nilo  venga  solitamente visto come il primo Abate di Grottaferrata egli in realtà umilmente evitò tale titolo che venne assunto dallo ieromonaco Paolo .

1024 Papa Giovanni XIX consacra il santuario di Grottaferrata.

Cirillo (~1037?- ?)

Bartolomeo (?-1055?)

1045 San Bartolomeo induce Papa Benedetto IX a lasciare il pontificato e a ritirarsi come monaco a Grottaferrata dove , riferisce l'Abate Luca, muore penitente.

1054 Scisma d’Oriente. Più o meno contestuale è la conquista normanna dell'Italia meridionale che  ritorna al Patriarcato Latino. I vescovi greci vengono sostituiti da Latini dando inizio a un graduale ma quasi totale assorbimento nella Chiesa Latina. Vescovi Bizantini però coesisteranno con i vescovi Latini in molte sedi dell’Italia Meridionale  talora fino al 15° sec. ma la loro obbedienza gradualmente si sposta da Costantinopoli a Roma.

1060 I Normanni iniziano un’opera di valorizzazione nei confronti dell’Abbazia del S.S. Salvatore a Messina sebbene diano anche luogo al processo di latinizzazione.

Leonzio
Arsenio I
Luca  ( ~1070)
Teodosio I
Giona

Nicola I

1081 L’Abbazia del S.S. Salvatore viene elevato ad Archimandritato territoriale a scapito in particolare della diocesi di Messina e di quella di Triccala.

1089 L'Abate Nicola I viene inviato da Papa Urbano II all’imperatore Alessio Comneno   per trattare la questione degli azzimi.

Nilo II (~ 1120- 1129?)

11.. Callisto II dichiara l'Abbazia di Grottaferrata soggetta soltanto alla Chiesa Romana, ed esente perciò dalla giurisdizione del Vescovo del luogo.

Teodoreto (1129?-30?)

1130 In fase di sede vacante il preposito di Grottaferrata Leonzio riceve il feudo di Rofrano.

Nicola II (1131-40?)

1135 l'Abate Nicola II rinnova la cappella dove si trovano le spoglie (perse intorno al 1309) dei S.S. Nilo e Bartolomeo.

Nicola III (1140-53?)

1150  Eugenio III, in una lettera diretta all'abate Nicola III  , ribadisce  l'indipendenza della badia dai Vescovi di Tuscolo. Alessandro IV, in due Bolle del 1259, confermerà  l'indipendenza.

Conone
Melezio
Ignazio
Luca II

1163 I monaci di Grottaferrata sono costretti a causa di lotte tra Tuscolo e Roma a riparare a Subiaco.

Eutichio
Ilario I

1191 i monaci ritornano a Grottaferrata .

Giovanni I  (~ 1204)
Teodosio II
Isacco
Biagio I
Ilario II

1272 L'Abate Ilario II restaura l'Abbazia.

1274 Concilio di  Lione , riunificazione  di breve durata, della Chiesa ortodossa e latina.

Biagio II

1300 L'egumeno di Grottaferrata Biagio II fa trascrivere il Typicon. Dopo i pesanti processi di latinizzazione che l'Abbazia subirà , esso tornerà (ma formalmente non verrà mai abolito) a costituire la regola monastica dopo il pieno ripristino del rito bizantino alla fine del secolo XIX.

Bartolomeo II

Alessio

Gennaro

Angelo I

Giacinto
Pancrazio
Nifone
Antonio
Angelo II
Giacomo I
Giovanni II  Capogallo (1379-86)
Girolamo I
Giuseppe I  (1393 - ~1412)

1399 - 1409 Prima immigrazione albanese in Italia meridionale. Lascia scarse tracce di sè. Le immigrazioni che seguiranno interesseranno sia gli Albanesi del Nord (già latini che rapidamente si integrano nella popolazione locale) che del Sud (bizantini).

Francesco I

1416-42 seconda immigrazione.

Saba

1421 l’Abbazia del S.S. Salvatore viene eretta in commenda. Tra i suoi commendatari vi sarà il Cardinale Bessarione che per un breve periodo riuscirà a rivitalizzare il rito bizantino.

Oddone de Variis, Abate commendatario (1428-32)

1428 Papa Martino V erige l'Abbazia di Grottaferrata  in commenda dandola  in concessione a un suo parente: Oddone de Variis.

Pietro Vitali (Abate 1432-62)

1432 Papa Eugenio IV abolisce la commenda e nomina abate Pietro Vitali   

1439 Al Concilio di Firenze si raggiunge l'Unione delle Chiese peraltro destinata nei fatti  a venir meno in pochi anni.  L'Unione continuerà invece  a sussistere tra le popolazioni albanesi che di lì a poco emigreranno in Italia Meridionale, regione sotto più facile controllo del Papa, per quanto per qualche tempo vescovi greci di tanto in tanto si troveranno in Italia e vi ordineranno sacerdoti. Gli albanesi in Italia come in Albania difatti dipendono dall'Arcivescovo di Ocrida che nominerà , in accordo con il Papa , degli arcivescovi per gli Italo-albanesi.

1448 o 1453. Circa 4200 Albanesi si installano  in zone impervie dell'entroterra palermitano (la metà di questi a Palazzo Adriano, gli altri  a Mezzojuso e a Contessa Entellina). Erano guidati da Demetrio Reres ,Governatore di Calabria (dove installa i suoi uomini in otto Comuni dell’attuale provincia di Catanzaro) , al servizio del Re Alfonso I°  .

1461-70 terza immigrazione a seguito della  caduta dell'Albania e poi della morte (1468) di Giorgio Kastriota Skandeberg , principe di Kruja. Fondazione di Piana degli Albanesi. Il figlio dello Skandeberg, Giovanni,  con la sorella Erina e altri connazionali, fonderà diverse colonie in Puglia, Lucania e Calabria.

Giovanni Bessarione (Abate Commendatario 1462-72) e Girolamo II (Abate 1462-66)

1462 Pio II, interrompendo la serie degli abati perpetui, conferisce  l'Abbazia di Grottaferrata in commenda al Cardinale (dal 1439, con il titolo dei S.S.XII Apostoli) Bessarione (già Arcivescovo greco di Nicea) che  si occupa del recupero di molte proprietà e del riordinamento dell’amministrazione. La scarsa importanza che assumono i reali abati è documentata dal mancato ricordo degli stessi dopo la morte di Girolamo II.

Giuliano della Rovere (1472-1503)

1472 il Cardinale Giuliano della Rovere (futuro Papa Giulio II) inizia la fortificazione dell'Abbazia.

1470 - 1478 quarta migrazione a seguito della caduta di Krujia nel 1478 sotto il dominio turco. Matrimonio tra Irene Castriota (nipote di Skanderberg )e il principe Pietro Antonio Sanseverino di Bisignano in Calabria .

 1482 Gli Albanesi di Palazzo Adriano,con a capo Giorgio Mirispì, primi tra tutti ottengono dai Villaraut -che detengono la zona per conto dell'Abbazia di Fossanova - una sorta di statuto-contratto per l'epoca all'avanguardia noto come i Capitoli .

1494 Diventa per un breve periodo Commendatario di Grottaferrata Fabrizio Colonna.

Giovanni Colonna  (1503-08)

1503 tornano a Grottaferrata i Colonna in seguito all'elezione al pontificato di Giuliano della Rovere (Giulio II) .

Pompeo Colonna (1508-32-)

Fabio Colonna (1532-53)

1513 dopo quello di Gerace (estinto nel 1497 )anche  l'ultimo vescovo bizantino,quello di Gallipoli , viene meno.

1521 Tentativi maldestri di latinizzazione sono già in atto ma Leone X con  l'“Accepimus nuper”, accogliendo le lamentele  degli Italo-Albanesi,  conferma l’uso pacifico dei loro riti e delle loro tradizioni.

1525 Clemente VII richiama gli Italo-Albanesi alla loro sottomissione ai vescovi latini, alla quale intendevano sottrarsi in base ai privilegi loro accordati da Leone X.

1534 Paolo III conferma i privilegi di Leone X  confermando  "la libertà di mantenere le loro consuetudini circa […] la forma del battesimo, il matrimonio dei preti e l’uso di portare la barba". Quinta migrazione albanese a seguito della conquista turca della fortezza di Corone, città  in parte greca e in parte albanese della Morea. Con questa migrazione arriva anche Benedetto  vescovo di quella città.

Giacomo (Vescovo inviato dall’Arcidiocesi di Ocrida in Italia; con il titolo di  Metropolita di Corfù) (1536-43)

1536  Procoro, Arcivescovo di Ocrida, nomina Giacomo vescovo per gli Albanesi in Italia ( con il pieno appoggio della S. Sede).

1546 E’ attiva a Palermo la Chiesa di San Nicolò dei Greci alla Martorana (ora concattedrale della diocesi di Piana): essa accoglierà fino al  XIX secolo anche fedeli (non italo-greci) provenienti dalla Grecia.

1549 l'Archimandritato del SS. Salvatore di Messina (ultima traccia della tradizione Italiota di rito Bizantino in Sicilia) subisce un grave colpo in seguito alla distruzione della sua cattedrale . La sua latinizzazione è ormai molto forte.

Innocenzo del Monte (1554-61),  Pafnunzio ( con il titolo di  Metropolita di  Agrigento) (1548-1566)

1553 Pafnunzio, vescovo per la diaspora orientale in Occidente dipendente da Ocrida, ottiene il riconoscimento della S.Sede. Anche se l'Unione del Concilio di Firenze è ormai da tempo fallita l'Arcivescovo  di Ocrida, infatti, continua a ordinare metropoliti per gli Albanesi in Italia (con il titolo di Agrigento). E' da considerare un frequente legame tra Roma e  Ocrida i cui Arcivescovi non raramente si professeranno cattolici (Atanasio ancora nel 1660) .

1564 dietro i reclami degli Ordinari latini, Papa Pio IV, con il breve "Romanus pontifex"  toglie agli italo-albanesi l’esenzione e li sottopone alla giurisdizione degli Ordinari latini. Tuttavia Ordinari nominati dall'Arcivescovo di Ocrida continuano a essere presenti e a ordinare i sacerdoti sia pure senza giurisdizione territoriale.

Alessandro Farnese (1564-89),  Timoteo  (1566-78?), Acacio Casnesio (1578-?)

1573  Il Patriarca di Costantinopoli nomina  per i fedeli ancora Ortodossi in Italia un Metropolita (con il titolo di Filadelfia ) con  sede episcopale a Venezia. La presenza dell'Arcivescovo-Metropolita in Italia durerà fino al 1790. Viene istituita in Calabria la Congregazione dei Greci (italo-albanesi e italo-greci) con la quale si comincia ad affrontare in termini meno latinizzanti  il  problema della minoranza cattolica bizantina in Italia.

1577 A Roma viene fondato il Collegio Greco di S.Atanasio. Ospiterà i futuri sacerdoti di rito bizantino di diverse tradizioni liturgiche.

1579 Con la costituzione dell'Ordine Basiliano la S.Sede dà una struttura unitaria ai diversi monasteri basiliani sopravvissuti ( anche se ormai spesso con caratteri latinizzati)  alla conquista normanna.

1583 Germano Kouskonaris, vescovo ortodosso di Amatunte (Cipro) passato al Cattolicesimo, consacra a Roma la chiesa si SAtanasio dei Greci

Odoardo Farnese (1589-1626), Giuliano (Abate), Atanasio (Abate), Giovanni III Boccarini  (Abate 1609-), Germano Kouskonaris (Vescovo Ordinante per i Greci in Italia 1595-)

1595 il Papa provvede  a nominare Germano Kouskonaris vescovo ordinante per gli Italo-Albanesi in Italia (con sede nel Collegio Greco di Roma), primo vescovo cattolico di rito orientale sotto la diretta autorità del Papa (e non dell'Arcivescovo Greco di Ocrida). Di questi vescovi ordinanti mi sono noti solo  Filoteto Zassi e l’ultimo , Gabriele Arcivescovo titolare di Mitilene ) .

1608 I monaci di Grottaferrata entrano a far parte della Congregazione dei Basiliani d'Italia. Pur continuando a sussistere il sistema della commenda i redditi dei Cardinali Commendatari vengono separati da quelli dell'Abbazia .Accanto al Cardinale nella direzione dell’Abbazia viene posto un Abate con una carica triennale.

1609 A Mezzojuso Andrea Reres fonda il monastero di S.Maria stabilendo che vi fosse osservata la tradizione neo-sabaita.

1610 Il cardinale Odoardo Farnese fa affrescare la cappella dei S.S. Nilo e Bartolomeo dal Domenichino e dal Carracci.

Francesco Barberini (1627-79), Abati: Basilio Falasca ,Giovanni IV Censorini, Bartolomeo II , Cirino , Carlo I , Romano Vassalli

1623 Inizia la Commenda dei Barberini a Grottaferrata. Al Cardinale  Francesco  si deve l'altare berniniano.

1635 All’Archimandritato di Messina  viene riconosciuta la “diocesem propriam”.

1644 L'Arcivescovo di Ocrida si trova in Italia meridionale ed ordina ancora alcuni sacerdoti.

1660 Atanasio è l'ultimo Arcivescovo di Ocrida a professarsi cattolico.

1664 Sesta migrazione : gli albanesi proveniente da Maida (in Morea) si installano a Barile.  Il monastero di Mezzojuso viene affidato ai Basiliani che (fortemente latinizzati) tentano invano di eliminare il rito neo-sabaita. A Firmo , in Calabria, viene fondato il seminario dei S.S. Pietro e Paolo.

Carlo Barberini (1679-1704)

1700 Sale al trono pontificio Gian Francesco Albani con il nome di Clemente XI , di famiglia albanese insediatasi ad Urbino all’epoca della seconda migrazione. Più o meno a quest’epoca risalgono le ultime testimonianze di  preti greco-italioti dell'Italia meridionale.

1715  (o  1730?)  P. Giorgio Guzzetta fonda il seminario greco-albanese di Palermo.  

Francesco II Barberini (1704-38), Abati: Girolamo III , Pietro-Paolo , Stefano Garbi, Clemente , Giovanni V , Ferdinando , Macario , Apollinare Passarini , Teofilo , Giovanni VI, Francesco II, Demetrio Titi

Felice Samuele Rodotà (Vescovo ordinante in Calabria 1735-40)

1732 Un seminario Italo-albanese (Collegio Corsini, dal cognome del Papa) viene   fondato in Calabria a S. Benedetto Ullano (contemporaneamente viene meno quello di Firmo) , trasferito nel 1794 a  S. Demetrio Corone, il cui presidente ha funzioni di vescovo ordinante. La creazione di questi seminari è fonte di un notevole risveglio e porta gli  Italo-albanesi a prendere coscienza della propria particolarità etnica , culturale, religiosa dopo le dimenticanze provocate dai tentativi di latinizzazione e di assimilazione (ampiamente riusciti in provincia di Catanzaro).

Giannantonio Guadagni (1738-59), Abati:  Epifanio I Stavischi, Bartolomeo IV , Giacomo II Sciòmmari , Giovanni VII ,Gregorio Piacentini. Nicolò De Marchis (1742-57)

1738 Papa Benedetto XIV emana la costituzione "inter multa", ponendo così fine alle controversie tra la badia ed il Vescovo di Frascati.

1742 Papa Benedetto XIV pubblica una bolla ("Etsi pastoralis") che precisa i rapporti degli Italo-albanesi in relazione ai Latini.

1744 Settima migrazione albanese. I nuovi arrivati provengono dall’Albania meridionale (Kimara e Pikemion) ; vengono accolti a Villa Badessa.

Francesco Borghese (1759)

Carlo Rezzonico (1759-99), Abati: Paolo II, Carlo II, Epifanio II, Nilo IV, Luigi, Nicola IV  Olivieri (~1763), Giacinto Archiopoli (1757-1789); Giorgio Stassi (Vescovo Ordinante in Sicilia 1785-1801)

1774  Ottava migrazione albanese. I nuovi arrivati vengono accolti a Brindisi di Montagna in Basilicata.

1784 Con la bolla "Commissa nobis" anche gli Italo-Albanesi  della Sicilia ottengono   un episcopus ordinans  con sede a Piana. I primi due di tali vescovi sono di Piana, ne seguiranno due di Palazzo Adriano, due di Mezzojuso e l’ultimo da Piana.

Francesco Bugliari (1792-1806); Giuseppe Guzzetta (1801-1813)

Ercole Consalvi (1800-24),  Domenico Bellusci (1807-1833); Francesco Chiarchiaro (1813-1834)

1807 Con l’abrogazione del feudalesimo in seguito alle invasioni napoleoniche viene definitivamente meno a Grotta ferrata il sistema della commenda. L’ultimo Cardinale commendatario è il Cardinal Consalvi. Resta il sistema della carica triennale dell’Abate.

 Gabriele De Marchis (1833-1858); Agostino Franco (1858-1859,1860-1877); Giuseppe Crispi  (1835-1859); Abati: Alessandro , Teodoro , Tommaso Gatta

1833 L’abate di Grottaferrata  denuncia lo stato di tensione presente nell’Abbazia. Il Papa nomina il Vescovo di Frascati, Mario Mattei, Visitatore Apostolico. Gli Abati vengono nominati direttamente dalla S.Sede.

1839 Morto l’Archimandrita Didaco Requisenz, la sede dell’abbazia del S.S. Salvatore resta vacante. Ma già era praticamente unita a Messina dal 1816.

Nicola Contiveri (1869-76)

1869 Viene meno lo Status di Visitazione Apostolica nell’Abbazia di Grottaferrata e ritorna il sistema del priorato triennale. Durante il priorato di Nicola Contiveri la Congregazione dei Basiliani d'Italia  viene sciolta e lo Stato italiano incamera l'abbazia e le sue pertinenze tra cui la ricchissima Biblioteca che restano però  in custodia ai residui monaci.

Giuseppe Bugliari (1875-1888); Giuseppe Schirò (1889-1896); Giuseppe Masi (1878-1903),Giuseppe Cozza-Luzi (?-1882)

1881 Leone XIII ,vicino all'Abbazia (l'Abate Cozza-Luzi era vicebibliotecario della Biblioteca Vaticana e grande esperto di restauro libri), pone termine al grave processo di latinizzazione che il sistema della Commenda aveva portato a Grottaferrata e impone il rito bizantino originario di S.Bartolomeo così come rivisitato dall’Abate Biagio II.

1888 gli italo-albanesi inviano al Papa una supplica per reclamare l’autonomia ecclesiastica.

Giovanni Barcia (1902-1912).  Paolo Schirò (1904-37)   ;   Arsenio Pellegrini (1882-1920)

1883 prime vocazioni (8 ragazzi ) siculo-albanesi  (precedentemente ,forse a causa della grave latinizzazione dell’Abbazia , la Chiesa Italo-Albanese non aveva avuto contatti di sorta con essa) che permettono di creare il Probandato (seminario)  per l’Abbazia. L’Archimandritato del S.S. Salvatore viene formalmente incorporato a Messina il cui Arcivescovo ne manterrà il titolo. Tuttavia piccole comunità italo-greche , con forme rituali peraltro talora confuse, sono ancora presenti in zona.

1901 Viene meno il sistema del priorato triennale che era iniziato nel 1462. Resta Abate  Arsenio Pellegrini.

1908 Nel  terremoto di Messina resta tra l’altro distrutta la  chiesa di S. Maria del Graffeo, ultimo residuo dell’Archimandritato del S.S. Salvatore. Il suo parroco, Papas Daniele Stassi resta vittima del terremoto e scambiato da marinai russi per un sacerdote ortodosso viene seppellito insieme all’ultimo prete ortodosso di quella città, anch’egli vittima del terremoto.I Basiliani di Grottaferrata acquisiscono il monastero di Mezzojuso.

Giovanni Mele (Vescovo di Lungro  1919-1979), Romano Cafasso (1920-30)

1919 Viene creata l'Eparchia di Lungro in Calabria per  le popolazioni dell’Italia peninsulare di rito greco-bizantino,interessa particolarmente la  Calabria.

1921 Nasce a Mezzojuso la Congregazione femminile delle Suore Basiliane, creata dal basiliano di Grottaferrata Nilo Borgia e da Madre Macrina Raparelli.

Giuseppe Perniciaro (Vescovo di Piana degli Albanesi 1937-85) ;  Isidoro Croce ( 1930-60, dal 1937 Abate Nullius di S. Maria di Grottaferrata)

1931 Nasce all'interno dell'Abbazia il Laboratorio di restauro del libro antico.Viene fondato il monastero di S.Basile.

1937 Viene creata l'Eparchia di Piana degli Albanesi per i fedeli di rito bizantino nei pochi Comuni della Sicilia (Piana degli Albanesi, Palazzo Adriano, Contessa Entellina, Mezzojuso, S.Cristina Gela.) in cui è ancora praticato il rito bizantino. L'autonomia dell'Eparchia è ancora parziale e il suo Vescovo è ausiliare dell'Arcivescovo di Palermo che porta anche il titolo di Amministratore Apostolico di Piana. L'Abbazia di S.Maria di Grottaferrata diventa Abbazia Nullius.

1940 A Grottaferrata si tiene il 1° Sinodo intereparchiale. Viene invitata a parteciparvi una delegazione della Chiesa Ortodossa d'Albania (ciò che per i cattolici costituisce un'anticipazione dello spirito ecumenico del Concilio Vaticano II, per gli ortodossi un tentativo di proselitismo romano) .

1944 La popolazione di Grottaferrata trova rifugio, in seguito ai bombardamenti della guerra, nell'Abbazia.

1949 Viene fondato il monastero di Piana degli Albanesi.

Teodoro Minisci (1960-72)

1960 Le parrocchie latine dei Comuni dell'Eparchia di Piana vengono a dipendere anch'essi dal Vescovo di Piana. Tanto prima che dopo tale data talora sono registrabili anacronistici contrasti tra i due riti . Visita di Papa Giovanni all'Abbazia di Grottaferrata.

1963 Papa Paolo VI visita l'Abbazia di Grottaferrata.

1967 L'Eparchia di Piana degli Albanesi ottiene la completa autonomia.

1973 Visita ufficiale di una delegazione della Chiesa Ortodossa di Grecia a Piana degli Albanesi.

Paolo Giannini (1972-92) , Giovanni Stamati (1979-87)

1987 La prima cerimonia  dell'anno mariano cui assiste Giovanni Paolo II consiste nel vespro della Natività di Maria davanti all'icona della Theotokos a Grottaferrata.

Ercole Lupinacci (1985-87 e 1987-2010), Salvatore Nunnari (Arc. Di Cosenza) Amm. Ap. 2010-12,   Sotir Ferrara (1987-2013) , Marco Petta  (1994-2000) , Emiliano Fabbricatore (2000-13)

1997 Viene riattivata a Messina una quasi parrocchia (con clero bizantino) di rito bizantino (ma con giurisdizione ad personam su tutti fedeli di rito orientale nella diocesi di Messina) di S.Maria del Graffeo (ospitata nella chiesa di S.Maria dei Miracoli) idealmente rifacentesi all’Archimandritato del S.S. Salvatore.

2000 Iniziano i preparativi per i festeggiamenti del millenario dell'Abbazia di Grottaferrata  durante il quale il Papa ha concesso di potersi tenere il secondo Sinodo intereparchiale della Chiesa Cattolica Italo-Albanese.

2004 L'Abbazia di Grottaferrata compie mille anni.

Donato Oliverio (2012-); Paolo Romeo (Arc. Di Palermo) Amm. Ap. 2013-15; Giorgio Demetrio Gallaro (2015-), Marcello Semeraro (V. di Albano) Amm. Ap. 2013-

2012 Dopo  2 anni di Amministrazione Apostolica da parte dell’Arcivescovo di Cosenza Mons. Nunnari ,la diocesi di Lungro ha di nuovo un proprio vescovo.

2013 La diocesi di Piana e l’Abbazia di Grottaferrata vengono poste sotto Amministrazione Apostolica. Un egumeno (benedettino) coadiuva l’Amm. Ap. di Grottaferrata.

2015 Dopo  2 anni di Amministrazione Apostolica da parte dell’Arcivescovo di Palermo Card. Paolo Romeo , la diocesi di Piana degli albanesi  ha di nuovo un proprio vescovo.

 

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